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Home Attualità Marchionne vs. Della Valle – Cosa succede? [VIDEO]

Marchionne vs. Della Valle – Cosa succede? [VIDEO]

È ormai da alcuni giorni che si parla della polemica scatenata da Diego Della Valle nei confronti dell’operato dell’AD di Fiat, Sergio Marchionne sulla questione degli stabilimenti italiani, dell’occupazione e dell’intenzione di annullare progressivamente gli impegni presi con il nostro Paese (leggi “investimenti”). Ma cosa sta succedendo? Dopo il salto vi offriamo un piccolo riassunto e il video con le (pungenti) dichiarazioni dei due. E voi da che parte state?

NELLE PUNTATE PRECEDENTI – Sabato scorso si è tenuto l’ormai famoso incontro fra Fiat e Governo per discutere delle intenzioni e dei piani del Gruppo torinese qui in Italia. I punti cruciali erano (sono):

1) Chiedere maggiori delucidazioni sull’improvviso arresto del piano “Fabbrica Italia” e dei conseguenti risvolti su stabilimenti e occupazione nazionali;

2) Sapere qualcosa di più preciso sul “Product Plan” di medio termine e in quali fabbriche verranno costruiti i futuri modelli.

Come ogni buon vertice che si rispetti, le informazioni portate a casa sono poche e vaghe. Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha comunque tenuto a precisare che l’amministratore delegato e il presidente della Fiat (John Elkan) non hanno chiesto aiuti finanziari o cassa integrazione in deroga (che peraltro non sarebbe stata concessa). Più preoccupato il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera: l’annunciato blocco degli investimenti da parte della Fiat sino a quando non ci sarà la ripresa sembra essere una vera e propria minaccia (oltre che un rimangiarsi la parola data ai tempi di “Fabbrica Italia”).

AUTO E BORSE – Ad alimentare ulteriormente la vicenda si è messo l’industriale calzaturiero Diego Della Valle, il quale non ha certamente mandato a dire a Marchionne il suo pensiero a riguardo. Ecco infatti le parole pronunciate in occasione di un convegno dell’università Bocconi a Milano in cui era presente anche il ministro Passera:

Questi improvvisati della Fiat ci vogliono raccontare perchè non fanno automobili in Italia. La banalità è tale che l’indisponenza viene perchè ci si vuole prendere in giro con argomenti non convincenti.

Ma non solo:

(la Fiat è stata presa) con le mani nella marmellata perchè se ne voleva andare, con gli uffici stampa che lavorano più degli uffici progettazione.

Vogliono spiegare a noi imprenditori seri che non si può innovare in tempo di crisi e non si possono fare nuovi prodotti, mentre noi resistiamo solo perché innoviamo. Qualcuno in maniera molto elegante venerdì scorso con un comunicato stampa ha detto che non avrebbe rispettato più nulla: vorrei chiedere loro se trovano elegante questo modo di fare.

Non sono trascorsi molti minuti e da una riunione dell’Unione Industriali di Torino è arrivata da Marchionne la risposta a Della Valle:

Non parliamo di gente che fa borse, io faccio vetture. Con quanto lui investe in un anno in ricerca e sviluppo, noi non ci facciamo nemmeno una parte di un parafango. La smetta di rompere le scatole.

aggiungendo poi:

La verità è che non siamo malati. La Fiat nel suo insieme è sana e in ottima forma. Confermiamo gli obiettivi previsti per il 2012.

Sergio Marchionne ha successivamente rivolto alcune affermazioni dall’Assemblea dell’Unione Industriale di Torino verso il Governo:

Deve fare la sua parte per rimuovere quelle zavorre che stanno ancorando il nostro Paese al passato.

ed ha poi aggiunto:

Ho cercato costantemente di coinvolgere in questi 8 anni un partner straniero per la Fiat e non ci sono riuscito. In questo ho fallito. Non c’è nessuno che voglia accollarsi anche una sola delle zavorre italiane. Ma pensare allo straniero come salvatore dell’Italia è la più grande pirlata che abbia mai sentito in vita mia. Uno può fare scelte di mercato molto chiare, può comprare macchine che non sono nostre, ma non cerchiamo di ammirare troppo gli altri.

PAROLE E CONCRETEZZA – Diffuse le parole di Marchionne, è prontamente arrivata la controrispopsta di Della Valle, che ha sostenuto che Marchionne non deve rispondere a lui, ma agli operai che stanno ricevendo lettere premonitrici della perdita del posto di lavoro… Precisando, più nello specifico:

Bisogna prendere atto che sono state dette cose sbagliate e invece di perdere tempo in polemiche inutili sarebbe il caso di pensare a quali macchine vendere e come far lavorare i dipendenti.

DI TUTTO UN PO’ – E che la polemica sia ormai a 360 gradi, anche con non poco disordine e costrutto lo dimostra la battuta di Marchionne a proposito delle possibilità di vendere l’Alfa Romeo al gruppo Volkswagen:

Pensare che i problemi si risolvano con la vendita agli stranieri è una pirlata

riferendosi a chi sostiene questa ipotesi. E non è mancata neanche una frecciata per la Volkswagen:

Sono ben contento se vengono a produrre in Italia, ma l’Alfa non gliela do, che vadano a risolvere i loro problemi altrove. Loro un grande problema ce l’hanno con la Seat, se lo vadano a risolvere con le loro forze.

Domani il ministro del Lavoro Elsa Fornero incontrerà i sindacati per la vicenda Fiat. E voi cosa ne pensate?

Fonti: autoblog.it, AlVolante.it

 
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